Una delle alternative più popolari del modello ADDIE, consiste nel modello SAM: analizziamolo nel dettaglio.
5 min di lettura

Tabella dei Contenuti

Una delle alternative più popolari al modello di apprendimento ADDIE, che abbiamo analizzato nello scorso articolo, è il modello SAM, acronimo di Successive Approximation Model, noto per essere un modello agile. 

Quali sono le caratteristiche del modello agile SAM e di che cosa si tratta esattamente? Perché è una valida alternativa rispetto al modello ADDIE?

In questo articolo proveremo a rispondere a queste domande e a comprendere quando il modello agile SAM può essere l’ideale per un progetto di digital learning per aziende.

Obiettivi del modello agile SAM

Il modello SAM acronimo di Successive Approximation Model – è il modello di apprendimento agile tra i più popolari nell’ambito dell’Instructional Design. 

Partiamo subito col dire che si tratta di un modello ‘agile‘: prendendo a prestito la definizione dal mondo dell’ingegneria del software, si tratta di un modello veloce di progettazione dell’apprendimento. Naturalmente questa è una spiegazione troppo riduttiva, cerchiamo quindi di capire di più, descrivendone gli obiettivi e le fasi di cui si compone, nonché i suoi pregi e i suoi difetti.

Con l’approccio Agile, si lavora in brevi iterazioni (sprint) e ogni iterazione produce risultati significativi che gli stakeholder possono vedere e approvare immediatamente.

Creato da Micheal Allen  (Allen Interactions) fa leva sulla seguente premessa: 

Il progetto perfetto non esiste. 

Per creare il miglior risultato possibile, il progettista dovrebbe concentrarsi sulla produzione più rapida possibile di prodotti usabili. Ecco quindi che, rispetto ad altri modelli di progettazione didattica, SAM si concentra sulla prototipazione.  Il focus è la creazione di prototipi veloci ossia la realizzazione di passi più piccoli e più flessibili attraverso la collaborazione efficiente e la ripetitività del processo.

Infatti, i fattori chiave di questa metodologia sono la collaborazione e la validazione precoce e tempestiva: questo perché SAM considera la possibilità di compiere errori e la possibilità che sopravvengano molte variazioni nel corso del progetto.

Il processo passa attraverso tre iterazioni, che permettono di testare i prototipi lungo il percorso. Poiché le idee sono valutate frequentemente, i progettisti didattici possono creare corsi usabili in tempi relativamente brevi e in modo efficace, evitando costosi errori.

 

Esistono due varianti di questo approccio: SAM 1 e SAM 2.

SAM 1 – Progetti eLearning semplici

Può essere una buona soluzione per progetti più piccoli e poco complessi, che non richiedono particolari tecnologie, e per team di sviluppo piccoli. 
Si tratta di un modello ciclico comprendente le tre seguenti fasi:

  1. Evaluation – validazione
  2. Design – progettazione 
  3. Development – sviluppo

Utilizzando questo approccio base e iterativo, le idee e i suggerimenti di tutti possono essere discusse, prototipizzate e testate in anticipo, per avvicinarsi più rapidamente possibile a un prodotto utilizzabile.

E se il vostro progetto fosse più complesso? È qui che entra in gioco SAM 2.

SAM 2 –  progetti eLearning complessi che necessitano di competenze avanzate

SAM 2 è una versione estesa di SAM 1: si compone di 8 fasi iterative in totale, distribuite in tre macro fasi progettuali.

Schema metodologia SAM2

Schema metodologia SAM2 – immagine originale reperibile su: https://www.alleninteractions.com/sam-process
  • La fase di preparazione, piuttosto rapida, generalmente consiste nell’esaminare i punti di forza e di debolezza degli studenti, nell’apprendere le conoscenze pregresse e nello stabilire gli obiettivi generali del progetto.
    Probabilmente la caratteristica più rilevante del modello SAM2 sono le due tappe di questa fase: la raccolta delle informazioni e l’organizzazione di un brainstorming noto come “Savvy Start” finalizzato alla creazione di semplici prototipi, privi di interattività (shizzi, storyboard grezzi).
  • Nella fase di progettazione iterativa le attività consistono nel rivedere i requisiti di base, proporre un progetto e produrre un prototipo. Durante questa fase, i progettisti didattici e i loro team si concentrano sulla la progettazione, i prototipi, la revisione e la possibilità di perfezionare i loro prototipi prima di commettere errori critici. Si suddivide nelle tre fasi seguenti:
    1. Prototipizzazione
    2. Valutazione
    3. Design
  • Nella Fase di Sviluppo Iterattivo si valutano i risultati dell’esperienza del prototipo, si sviluppa un’altra iterazione del corso, per poi implementarla. Questa fase inizia con la prova di progetto e produce tre deliverable noti come alfa, beta e gold. Essa è ulteriormente suddivisa nelle tre fasi seguenti:
    1. Sviluppo
    2. Implementazione
    3. Valutazione

Considerazioni su SAM

Ci sono diverse ragioni per cui il modello SAM è tra i preferiti dai progettisti didattici e dai creatori di eLearning:

  • Considera diversi punti di vista che consentono di prendere in considerazione opzioni che potrebbero migliorare l’esperienza di apprendimento o di formazione;
  • Utilizza iterazioni di piccole fasi durante il processo di sviluppo che lasciano spazio a valutazioni e modifiche in itinere, a seconda delle necessità, evitando il rischio di arrivare alla fine di un progetto complesso (e costoso) e doverlo rifare da capo;
  • La sua natura è collaborativa e permette a tutto il team di interagire nel corso di tutto il progetto.

Così come ci sono molte ragioni per cui gli Instructional Designer preferiscono SAM rispetto ad altri modelli di design didattico, ci sono anche alcuni svantaggi:

  • L’idea che gli errori siano “inevitabili” può portare a trascurare potenziali problemi in un progetto;
  • Il modello non riconosce e non tiene conto del rischio in relazione all’efficacia di un progetto come altri modelli di progettazione didattica invece fanno.
  • Inoltre, si deve considerare una varietà di input, che può portare ad una minore coerenza, senza l’opportuno monitoraggio. È necessaria una notevole collaborazione per garantire la coesione del progetto.

Osservazioni conclusive

Quale modello dunque utilizzare per progettare al meglio un servizio di digital learning per una azienda?
Nel prossimo e ultimo articolo dedicato all’argomento confronteremo più da vicino il modello ADDIE e il modello agile SAM, proponendo anche alcuni strumenti pratici per passare da un metodo all’altro.

Certamente, si tratta di una attività che non lascia margine all’improvvisazione, ecco perché occorre affidarsi a dei professionisti per ottenere il meglio dalla trasformazione digitale della formazione e aggiornamento aziendale.

Condividi

Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su pinterest
Pinterest
CONTATTACI PER UNA CALL DIMOSTRATIVA

Hai mai pensato ad una soluzione di Digital Learning per la tua azienda?

Cerca ancora nel blog di emathe argomenti di tuo interesse:

CONTATTACI PER UNA CALL DIMOSTRATIVA

Hai mai pensato ad una soluzione di Digital Learning per la tua azienda?