Il modello ADDIE: come progettare per l'apprendimento

Il modello ADDIE: come progettare per l’apprendimento

Il modello ADDIE è uno dei più noti, e probabilmente più utilizzati, modelli per la progettazione dell'apprendimento.
10 min di lettura

Il modello ADDIE, acronimo di Analysis Design Development Implementation Evaluation, è uno dei più noti, e probabilmente più utilizzati, modelli per la progettazione dell’apprendimento. Una delle ragioni per la definizione e la diffusione di un modello di apprendimento consiste nella necessità di ottimizzare il rapporto tra l’efficacia dell’intervento formativo e i costi di sviluppo dello stesso.

Come si fa a capire quale è il metodo più efficace di fare formazione in azienda? Una soluzione di eLearning come può portare valore ad un’organizzazione?

I modelli di apprendimento utilizzati dai progettisti della formazione, Instructional Designer possono aiutarci a dare una risposta a queste due domande cruciali.

Si tratta di riferimenti teorici e concettuali, ma che possono trovare applicazione concreta nell’eLearning.

 

In questo articolo illustriamo sinteticamente le origini e le caratteristiche del modello di apprendimento ADDIE e ne evidenziamo infine alcune criticità, che ci porteranno a prendere in considerazione ulteriori modelli.

 

Origini del modello

 

Il modello ADDIE appare per la prima volta nel 1975: creato dal Center for Educational Technology della Florida State University per l’Esercito degli Stati Uniti e poi rapidamente adattato da tutte le forze armate statunitensi [2] come un modello lineare a cascata, si compone delle 5 fasi di Analysis, Design, Development, Implementation ed Evaluation.

 

Successivamente, nel 1981, viene rivisitato dal Dr. Russell Watson, che propone, in un suo articolo, una piccola variante: fermo restando la natura sequenziale delle prime 4 fasi, la fase di evaluation (validazione) è un processo continuo, da condurre assieme a tutte le altre fasi.

ADDIE: modello di apprendimento rivisitato da Russell Watson, 1981
Modello rivisitato da Russell Watson, 1981 Rif.: www.nwlink.com/~donclark/hrd/isd/ADDIE.html

 

Nel 1984 il modello viene ulteriormente evoluto: tutte le parti sono interconnesse. I cambiamenti, che si verificano durante una fase del modello, influenzano altre fasi [3].

ADDIE: modello di apprendimento dinamico proposto dalla U.S. Army, 1984
ADDIE: modello di apprendimento dinamico proposto dalla U.S. Army, 1984 Rif.: www.nwlink.com/~donclark/hrd/isd/ADDIE.html

 

Le 5 fasi del modello ADDIE.

 

Analysisanalisi

 

In questa fase si analizza il contesto definendo il bisogno formativo e i principali obiettivi da raggiungere, si raccolgono i dati necessari alla definizione delle caratteristiche dell’audience (familiarità con gli strumenti informatici, profilo età, posizione geografica, ecc.), si stabiliscono i principali contenuti e gli eventuali prerequisiti, oltre a definire i principali vincoli da rispettare in termini di tempi, risorse e qualità da raggiungere. Ciò che si scopre in questa fase potrebbe non incontrare le aspettative degli stakeholder perciò è importante raccogliere più dati possibili.

 

Design – progettazione

 

Obiettivo di questa fase è stabilire il piano didattico dei contenuti, definendo in maniera precisa gli obiettivi di apprendimento e la struttura del corso.

Si crea un piano di gestione del progetto con deadlines, milestones, dettagli implementativi e possibile budget che permettano di stabilire strategie e mezzi di erogazione.

 

Development – sviluppo

 

Questa è la fase di produzione di tutti i materiali del corso: si da vita a quanto è stato progettato utilizzando testi, storyboard, grafica, audio e videolezioni multimediali e si procede nella configurazione dell’ambiente di apprendimento.

 

Implementation – erogazione

 

In questa fase il corso viene effettivamente erogato all’audience: la formazione, i prodotti e i servizi vengono effettivamente forniti ai destinatari dell’intervento attraverso una piattaforma di apprendimento.

 

Evaluation – validazione

 

In questa fase si valuta il successo del corso, misurando il livello raggiunto dalla audience, la retention e in che misura gli obiettivi di progetto sono stati raggiunti.



Considerazioni sul modello ADDIE


Sebbene questo modello sia il più comunemente utilizzato, alcuni progettisti della formazione ritengono che si tratti di un modello troppo rigido, anche nelle sue rivisitazioni maggiormente dinamiche, eccessivamente costoso e che richiede troppo tempo.

Nel prossimo articolo dedicato ai modelli per l’apprendimento, analizzeremo una metodologia che cerca di superare i limiti di ADDIE basandosi su una approccio AGILE.

Fonti

[1] Addie Model

[2] Branson, Rayner, Cox, Furman, King, Hannum (1975) Interservice procedures for instructional systems development: Executive summary and model. Tallahassee, FL: Center for Educational Technology, Florida State University.

[3] U.S. Army Field Artillery School (1984). A System Approach To Training. ST – 5K061FD92. Washington, DC: U.S. Government Printing Office.

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